Stemma dei Della Rovere                                                             stemma cardinalizio di Giorgio Della Rovere

 

Giorgio della Rovere

 

Le “vicende castelgiorgesi” in particolare dipendono esclusivamente da Giorgio della Rovere, un modesto sacerdote, nato nelle terre di Parma prima del 1459, (i libri battesimali non ne danno data certa).

Giorgio della Rovere era «in terzio consanguinitatis grado coniunctus» del sopra citato Papa Sisto IV e per mezzo di lui riuscì ad avere enormi privilegi, primo tra tutti, nel gennaio 1472, il canonicato della chiesa di Parma. Giorgio si trovò subito spianata la carriera ecclesiastica quando, da prete parmigiano (cumulatore di qualche piccolo beneficio entro la diocesi), dopo l’elezione di Papa Sisto IV, suo mecenate, divenne cubiculario segreto, dello stesso Papa, ottenendo successivamente un’aspettativa sui canonicati di Parma e Cremona. In seguito risultò «commissario sopra tutto il Giubileo» e successivamente «Prothonotarius Apostolicus ac omnium isitatore t alme urbis Rome isitatore t refformator».

Infine, nel giugno 1476, Sisto IV lo nomina Vescovo di Orvieto.

Eletto dal Pontefice anche “Rettore del Patrimonio”, Giorgio si trasferì nell’ Episcopato di Orvieto, l’anno successivo, dove iniziò a svolgere i suoi “doveri” vescovili nel 1481.

Tra le sue prime scelte vi fu quella di selezionare un vastissimo appezzamento terriero nella parte più alta del Piviere di San Donato  dove, nello stesso anno 1481 (1), eresse un castello che dal suo nome o da quello del santo già presente nel territorio chiamò Castel Giorgio.

Dopo un regno di 13 anni, giovedì 12 agosto 1484 Papa Sisto IV morì e da allora al Vescovo Giorgio della Rovere si presentarono molte difficoltà soprattutto finanziarie, per terminare la costruzione del castello al punto di essere costretto a vendere delle proprietà per riuscire a terminarlo.

Per ritornare a Giorgio della Rovere occorre ricordare che lui stesso aveva trasferito da Parma alcune famiglie di agricoltori per popolare il paese e le campagne limitrofe a Castel Giorgio e lavorarne le terre, e aveva fatto insediare nel castello alcuni suoi nipoti. Tra di essi tale Bernardino, che sposò Donna Argentina dei Conti Valenti, sorella di Brandolino signore di Castel Rubello e del relativo contado.

A causa di un contenzioso apertosi relativamente all’eredità di alcune terre, Bernardino, all’improvviso, nel 1497, attaccò alcune truppe del Valenti, impadronendosi poi con spavalderia del nucleo di Castel Rubello. Il Valenti, per difendersi si alleò con Giovanni e Luca Savelli, signori di Benano e l’otto luglio, con un nutrito esercito di 400 cavalieri e oltre 800 fanti, assalì Castel Giorgio, difeso da soli 25 balestrieri a cavallo, al comando del fratello di Bernardino, Giovanni Maria Della Rovere. Quest’ultimo fu preso prigioniero, le truppe furono disarmate e il castello dato alle fiamme. Al castellano venne rubato il cavallo del valore di 250 ducati. Condotto a Castel Rubello, il Della Rovere fu liberato la domenica successiva per intercessione delle donne dei Savelli, venute a Castel Rubello con un corteo di trenta cavalli: il bottino che era di 2500 ducati, fu restituito.

Un altro attacco si consumò in danno del Vescovo della Rovere il 20 luglio quando il Valenti, spalleggiato da 12 balestrieri a cavallo, assalì nella piana di Pecorone la carovana del Della Rovere che, partita da Sugano, dopo una sosta, si stava recando ad Acquapendente. Brandolino Valenti depredò la carovana di animali e masserizie e si diresse poi con il bottino verso Castel Rubello per ripararsi tra le sicure mura del suo maniero. Non ci furono vittime né feriti.

Nel 1495 Cesare Borgia è nominato governatore generale e legato di Orvieto. In tale qualità  invia un messaggio agli orvietani nel quale comunica di aver nominato Giovanni da Monte Lupone già suo luogotenente, Commissario straordinario. Nello stesso messaggio ordina allo stesso Giovanni di prendere possesso dei Castelli delle famiglie fino ad allora rivali, dei della Rovere e i Valenti.

Mentre la tregua messa in atto dal luogotenente del Valentino tiene e finalmente a Castel Giorgio regna la pace, la salute di Giorgio della Rovere peggiora e Gentile Baglioni di Perugia viene nominato Vescovo di Orvieto ad interim.

Giorgi dela Ruere “, questo il suo nome latinizzato, si trasferisce nel frattempo ad Acquapendente dove muore il 14 marzo 1505

1) Comentari Historici

Monaldo Monaldeschi della Cervara

pag 156 Venezia 1584

 

Nato

prima del 1459 non è conosciuta la data sicura

Formazione

sacerdote

Vita in gioventù.

prete parmiggiano di medio livello

Sacro ordine

nessuna informazione

Cardinalato

nessuna informazione

Episcopato

Vescovo di Orvieto, il 22 giugno 1476

morto

Acquapendente  14 marzo 1505

 

Bibliografia   Castel Giorgio storia ed evoluzione   Marco Morucci  ISBN:889540209X