LE QUATTRO CROCI

 

 

 

Parrocchia  di  san  Pancrazio martire  CASTEL GIORGIO

 

 

 

CINQUANTESIMO  ANNIVERSARIO  DELLA EREZIONE  DELLA  CROCE  NEL  RIONE  BUCA

1953                -  2003

 

 

 

 

 

12  LUGLIO  2003

 

 

La Messa vespertina, celebrata oggi 12 luglio 2003, corona la serie di manifestazioni indette per commemorare il cinquantesimo anniversario del posizionamento nel Rione Buca della primitiva Croce a ricordo della missione popolare, tenuta nel 1953 dai Padri Passionisti.

 

La ricorrenza ha offerto inoltre l’occasione per programmare talune iniziative, alcune già realizzate, altre tuttora in divenire.

 

 

 

LA  PREPARAZIONE  SPIRITUALE

 

Tutti i mercoledì dello scorso mese di maggio, un gruppo di fedeli provenienti dalle case circostanti ed anche da abitazioni più lontane, si è riunito nella piazzetta della Croce per recitare il Santo Rosario “sotto le stelle”.

Particolarmente suggestiva è riuscita poi la manifestazione del 13 giugno, quando la preghiera comunitaria del Rosario è stata presieduta dal Parroco don Claudio ed animata con musica e canti dal Gruppo parrocchiale giovanile.

In tale occasione è stata curata la redazione di un opuscolo con i testi delle riflessioni e dei canti.

 

 

 

LA  RICOGNIZIONE  DELLE  CROCI  MISSIONARIE

 

Oltre alla Croce della Buca, sono state individuate altre tre Croci, che ci tramandano la memoria di Missioni svoltesi a Castel Giorgio durante il secolo scorso.

·        La più antica è una poverissima Croce di legno, assai semplice ma considerevole per la valenza storica.  E’ situata al bivio tra la strada diretta a Casa Fabbri e quella che conduce alle Case Vecchie.

·        Una Croce in ferro è posta nel Rione Roma Nuova sopra il timpano della facciata della Chiesina dedicata alla Natività della Madonna.

·        Una terza Croce, anch’essa in ferro,  si trova alla confluenza della via Roma Nuova con la via Maremmana.

·        Infine la quarta Croce, sempre in ferro, è quella che ha motivato l’odierna ricorrenza cinquantenaria.

 

 

 

PRIMI  APPUNTI  PER  UNA  RICERCA  SULLE  MISSIONI  A  CASTEL GIORGIO

 

Mentre si andavano realizzando le prime iniziative per ricordare il cinquantenario della Croce della Buca si è ritenuto opportuno avviare studi e ricerche sulle Missioni che si sono svolte a Castel Giorgio.   La ricognizione delle Croci, ancora esistenti, ne è il primo frutto.

 

 

·        Secolo  XVIII

 

La prima Missione di cui si ha notizia certa, è quella che si trae dal “Diario” del Beato Leopoldo da Gaiche:  il noto Missionario apostolico giunse a Castel Giorgio il 9 settembre del 1776, preceduto dai confratelli francescani P. Gian Maria e P. Serafino da Vitorchiano e vi si trattenne fino al 21 settembre quando chiuse il ciclo delle predicazioni.

Una seconda volta il Beato Leopoldo fu a Castel Giorgio a partire dal 13 febbraio 1782 per il Quaresimale di quell’anno, terminato il quale dette inizio alla “Missione formale per il Santo Giubileo ordinato da Papa Pio VI per i bisogni di Santa Chiesa nell’atto che partiva per Vienna”.

Nella stessa circostanza il Missionario istituì la Congregazione del Suffragio ed eresse la via Crucis.

 

·        Secoli  XIX  e  XX

 

Nulla finora è risultato dalle indagini per il secolo successivo, se non la Missione testimoniata dalla Croce di legno di Casa Fabbri da porsi forse a cavallo fra il XIX e XX secolo e comunque anteriormente o immediatamente dopo il primo conflitto mondiale.

Purtroppo, ad oggi, non è stato possibile accertare né la data precisa della installazione né la circostanza che la motivò.

 

Sempre nella prima metà del secolo XX si colloca la Missione che si tenne nel 1932.  La data è inequivocabilmente attestata dalla epigrafe, oggi posta al centro del timpano sulla facciata della menzionata Chiesina di Roma nuova.

Che la Missione fu tenuta dai Padri Passionisti risulta evidente dalla incisione sull’epigrafe di tre chiodi, simboleggianti la passione di Gesù Cristo, e che sono una delle componenti del “cuore-logo” della  Congregazione dei Passionisti.

Una testimone, che all’epoca aveva appena otto anni, conserva vivo il ricordo di una notte nella quale i Padri Missionari accesero un grande falò per bruciare le pubblicazioni immorali recate spontaneamente dai fedeli al rogo.

 

Nel periodo che segue la seconda guerra mondiale, la pagina diocesana de “L’Osservatore Romano della Domenica” del 20 febbraio 1949 registra la Missione che si tenne nell’autunno del 1948.  Il Vescovo mons. Francesco Pieri aveva indetto per l’anno successivo il Primo Congresso Eucaristico Diocesano, con invito ai Parroci di tutta la Diocesi, a preparare spiritualmente i fedeli all’evento con speciali preghiere e corsi di predicazione straordinaria.  La cronaca sottolinea lo slancio con il quale i castelgiorgesi affollarono la Chiesa parrocchiale durante i dieci giorni della Missione e che si conclusero con la solenne benedizione della Croce.

E’ verosimile che tale Croce sia quella che si trova sulla più volte ricordata Chiesina di Roma nuova.

Si formula questa ipotesi dopo aver osservato un quadretto dipinto dal compaesano Alfredo Cortoni, oggi esposto in una sala del Palazzo comunale.  Il quadretto, datato 1946, rappresenta i giochi popolari che si tennero durante la festa rionale dell’8 settembre di quell’anno.  Fa da sfondo alla raffigurazione della corsa con i sacchi, la Chiesina coronata da una semplice piccola Croce che fu sostituita soltanto dopo quell’anno dalla più grande attuale Croce.

 

Le Missioni che i Padri Passionisti tennero nel 1953 si conclusero con la installazione di una croce di legno in un sito denominato allora “il Bucone”.

Qualche anno dopo, la Croce fu rimossa dal sito originario e posta su un cippo di pietra in aderenza alla parete sud della casa di Baldanza nell’angolo della strada diretta alla contrada Nane.

Finalmente, realizzatasi nel 1961 la “variante”, oggi via Parma, si provvide, qualche anno dopo, a sostituire la vecchia Croce in legno con una in ferro ed ubicarla nel sito attuale.

Di quelle Missioni gli odierni festeggiamenti ricordano il cinquantenario.

 

Intorno al 1958  una Croce in ferro fu eretta nel punto di intersezione fra la via Roma Nuova e la via Maremmana, in località Peperuzzo.  Anche questa Croce venne a sostituire una precedente Croce di legno che testimoniava lo svolgimento di un corso di Missioni tenutesi in epoca imprecisata.

L’attuale sistemazione nell’aiuola che fa da spartitraffico alla confluenza delle due strade suindicate si deve al personale impegno del compianto Carlo Alberto Perugini e di Bruno Fausto.

 

 

DUE  BREVI  CONCLUSIONI

 

La prima. Tutte le Missioni che si sono svolte a Castel Giorgio durante il secolo scorso sono state condotte da Padri Passionisti.

Si deve alla grande anima di san Paolo della Croce la fondazione della Congregazione dei Chierici scalzi delle SS.me Croce e Passione di nostro Signor Gesù Cristo e l’erezione, nel 1739, del primo Ritiro sul Monte Argentario.

Ed è certamente al Monte Argentario che i Parroci pro-tempore di Castel Giorgio fecero riferimento per ottenere la necessaria presenza di esperti Missionari per lo svolgimento di corsi popolari di predicazione straordinaria.

Le prime esplorazioni di fonti archivistiche, compiute dal P. Fernando Taccone C.P., docente della Pontificia Università Lateranense – che qui si ringrazia per la cortesia – non hanno evidenziato finora “tracce o memorie storiche ufficiali su visite missionarie in quel di Castel Giorgio”,  ma  “soltanto un  appunto-memoria  di un paio di visite fatte a Castel Giorgio da Padri Passionisti chiamati a livello informale  a visitare la Parrocchia nel periodo post-bellico tra il 1947-48 ed il 1955”,  nonché “tracce di due Missioni effettuate nell’orvietano nel 1948 e nel 1953”.

Le notizie fornite dal prof. Taccone non danno diretta conferma del nostro assunto, ma neanche lo contraddicono.

D’altra parte ulteriori informazioni potranno venire si spera da altri Conventi di Passionisti e dalle carte degli Archivi Vescovile e Parrocchiale.  Inoltre i “segni” dei Passionisti sulla ricordata epigrafe e su due delle Croci in ferro sono prove eloquenti

 

La seconda conclusione.  Le Croci in ferro sono state forgiate tutte nella bottega artigiana  castelgiorgese  che fu del compianto Luigi Stoppacciaro e del nipote Mario.  Su ciò non esiste discordanza alcuna nelle testimonianze orali raccolte.

 

         

     Si  ringraziano:

 

Ø      tutti coloro che a vario titolo

       hanno contribuito alla riuscita della

manifestazione cinquantenaria;

   

        in particolare:

 

Ø      il Parroco don Claudio;

Ø      l’Amministrazione comunale;

Ø      il Centro sociale e culturale per Anziani;

Ø      il Gruppo parrocchiale giovanile che ha musicalmente animato i riti religiosi;

Ø      Carlo Alberto Calistri per la collaborazione prestata nella stesura di questo fascicoletto;

Ø      Marco Morucci per la documentazione fotografica di tutte le Croci esistenti;

Ø      Carlo Stoppacciaro e Corrado Cincarelli all’opera manuale dei quali si deve il decoroso assetto attuale della Croce.

 

vvv

 

INVITO 

 

Un caloroso invito è rivolto a     tutti i compaesani perché vogliano spontaneamente offrire ulteriori testimonianze e notizie a loro conoscenza sulle Missioni che si sono svolte a Castel Giorgio e sulle Croci che ne  perpetuano la memoria. 

 

Gradito inoltre sarà il sostegno di quanti vorranno concorrere alla realizzazione di eventuali iniziative, sia religiose che culturali, che potranno essere attuate in avvenire.

 

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