Un    itinerario    di    vino

 

 

Solare, ma verdeggiante: il percorso di vini che attraversa l'Umbria in questa parte del comprensorio Orvietano tocca campagne bellissime ma anche paesi sedi di opere d’arte e castelli di non poca importanza.

L’itinerario, già etrusco-romano,  parte da Ficulle, che domina imponente da un colle la valle del Chiani e conserva le antiche mura di cinta, con tanto di torri, che racchiudono una chiesa parrocchiale opera di Ippolito Scalza.  Caratteristica del centro di Ficulle è la trasformazione ed il riutilizzo ad uso privato, o comunque non religioso, di alcuni edifici sacri: la chiesa di San Lorenzo è stata riattata a teatro; quella di San Sebastiano, decorata con affreschi quattrocenteschi è diventata, al pari della chiesa dell'Annunziata, abitazione privata. Il paese fu feudo dei Filippeschi prima e dei Monaldeschi della Vipera poi.

La zona è storicamente legata alla coltura degli oliveti e l’olio, selezionato per terreno, gusto e metodo di coltivazione, viene distinto con la Dop Umbria, sottozona colli orvietani.  Il territorio di Ficulle è il cuore della produzione più pregiata.

In fondo scorre il Chiani, sulle cui sponde si riflettono pioppi, ontani, salici neri:  parte del fiume è luogo d'elezione anche per uccelli acquatici.

 

Da Ficulle, paese di terrecotte e ceramica, si scende fino al maestoso Castello della Sala:  dei Modaldeschi e risalente alla metà del secolo XIV, il castello è composto da mura perimetrali intatte e torri: caratteristica è l’imponente torre cilindrica staccata dal corpo della rocca. E’ la patria dei vini Antinori: il dolce Muffato, il bianco suadente Cervaro, il profumato Sauvignon.

 

Poi si può risalire ad Allerona, paese profondamente legato al mondo agricolo e ad antichi riti, che ha il suo cuore ideale nelle fortificazioni e nelle porte trecentesche, al tempo assai importanti come teatro di lotte tra potenti famiglie che si contendevano l’egemonia sull'Orvietano.

Fiorenti anche quì la viticoltura e la olivicoltura e quindi abbastanza presenti le aziende enologiche.

Ma Allerona significa anche fiume Paglia e selva di Meana, altre bellezze naturalistiche. Boschi estesi, caratterizzati da folte querce che sono considerate tra le più interessanti dell’ Umbria.

An  itinerary  di vino

 

 

Sunny, greenish is the wine path through Umbria towards Orvieto. Beautiful countries and plenty of art towns and grand castles.

 

The itinerary known since Etruscan and Roman age begins from Ficulle that dominates from its hill the whole Chianti valley. The town preserves the ancient walls and towers, inside there is a church made by Ippolito Scalza. A typical characteristic urban track of Ficulle is the way of utilize old holy buildings as private home or other uses. St. Lorenzo Church is now the theatre, St. Sebastiano Church, painted with XV century frescoes, has a private owner who lives in yet. The town was a Filippeschi fief then became one of the Monaldeschi Della Vipera property.

The area is historically linked to the oil tree cultivation, precious different kind of oil recognized by Dop (Denominazione di Prodotti Umbri) depending on the position. The territory of Ficulle is the center of the oil  production. The Chiani river flows trough poplars, alders, black willow-trees at the end of the hill and part of the river is a favorite place for aquatic birds.

 

From Ficulle and its ceramics and pottery production you descend the imposing Castello Della Sala half XIV century, formed from squared walls and towers, most important of all the cylindrical tower put aside of the main building. This is the reign of Antinori wine: the sweet  Muffato, the tempting white Cervaro wine, the scented Sauvignon.

 

After that you climb the hill to reach Allerona with its agro-cultural world reach in traditions and rites. Its hearts beats in fourteen-century portals, very important during Middle Age between Orvietan family disputes.

Vineyards and olives covered these hills and many farms settle here. There is an aquatic ambience put around the Paglia river and also a wooded one named Selva di Meana that suggests beautiful walk underneath one of the most interesting forest in Umbria.

 

A sud della Selva di Meana scorre il fiume Paglia, anche qui pioppi, salici e ontani.  Non è raro incontrare, nella macchia, cinghiali o cervi, e quindi l'attività più interessante e rispettosa dell'ambiente che quì si può praticare, in rigoroso e rilassante silenzio,  è il bird-wacthing.

 

E' ancora seguendo il tortuoso corso del fiume  Paglia che si sale a Monterubiaglio.  Libero Comune fino al 1879 [poi aggregato a Castel Viscardo], il paesino pare derivi il suo nome dalle terre rossigne e fertili di vino ed olivi.  Il castello, arroccato al centro dell’abitato, di forma quadrangolare con le torri ai lati ed ancora in buono stato,  è tutto in pietra chiara locale con una sola porta ed un cortile interno.

I vini più pregiati sono della Cantina Monrubio: meritano il Soana superiore classico, bianco di gradevole piacevolezza ed il Palaia 2000 rosso di rango per nitidezza e polposità.

 

Poi Castel Viscardo. Paese del vino e dei mattoni, di antiche cucine, di tradizioni ancora osservate, di leggende e di storie. Il castello è strettamente legato alle vicende di Madonna Antonia, di cui porta il nome. La signora ne fu la prima proprietaria, quando fu costruito nel 1300. La sua famiglia dominò Castel Viscardo e dintorni per almeno due secoli, prima di essere vinta dagli Spada. A questi ultimi è legata la leggenda dello stendardo conservato nella parrocchiale che si dice strappato ai Turchi da Francesco Spada, all'epoca al servizio della Repubblica veneta. La chiesa è seicentesca; notevole il crocefisso in avorio, coevo, sull'altare maggiore, donato da Luigi XIV ad un Cardinale della famiglia Spada, nunzio a Parigi.

Nella fascia del declivio che dall’altopiano dell’Alfina giunge fino ad Orvieto si producono anche qui olio e vino: e siamo già in zona Doc.

 

Non lontano si erge Orvieto e per arrivarci si attraversa il piccolo abitato di Viceno, dominato anch’esso dal suo castello, potente fino al 1700.  Siamo anche quì in zona DOC: il Chianti vicenese è nero e forte, per lo più abboccato.

 

Infine, finalmente, Orvieto. La città  è per tutti: il Duomo, il pozzo di San Patrizio, una serie di monumenti famosi in tutto il mondo. In realtà, la città arroccata sulla rupe ha molti luoghi da visitare e tante storie da raccontare. Uno dei posti più severi e suggestivi al tempo stesso è l'abbazia dei Santi Severo e Martirio, edificata nell'alto Medioevo appena fuori Orvieto.

 

South Selva di Meana the Paglia river flows among poplars, alders, black willow-trees. It is not rare to walk through the forest and meet wild boars or deer, so the most interesting activity here is relaxing and quietly practice bird-watching. 

 

 

Then zigzagging the river Paglia up on the hills you reach Monterubiaglio. Free municipality until 1879 then linked with Castel Viscardo. This hamlet which name comes from the fertile and prosperous reddish earth where vineyards and olive cultivation abound. A squared rocky castle completes the urban center definite with well preserved towers at each side. The castle presents only one door access for the inner cortile (courtyard).

The most prestigious wine produced here comes from Cantina Monrubio and the white Soana classic superior tastes pleasant as much as the noble red Palaia 2000.

 

 

Castel Viscardo is the wine and pottery town, it presents also an ancient tradition in cooking and legendary tells. There is also a castle there connected to Madonna Antonia events and that derives its name from her. The lady was the first proprietress when the castle was built in XIV century. Her family dominated Castel Viscardo and neighborhood about two centuries before her been won from Spada family. The family was evolved in a story of an old Turkish flag stole from Francesco Spada during the service at Repubblica Veneta. The main church dates back to XVII century and  contains a beautiful ivory Christ on its altar that Luigi XIV  gave cardinal Spada during his stay in Paris. Under this superb hill you reach the Paglia valley  where wine and oil have DOC denomination, in fact, the most strong in flavor and almost sweet black Chianti is from Viceno.

 

Finally you climb the rock of Orvieto. The town fascinated everyone with its Cathedral and St. Patrick’s Well and numerous monuments known all over the world. Orvieto presents lot of sights and its history is complicated. One of the most severe and suggestive place to be seen is the Abbazia dei Santi Severo e Martirio built during Middle Age it faces the rock outside. Since 1220 this abbey presents a large refectory, a cloister now destroyed and a capitols room rebuilt by Cistercian then by Benedictine Friars.

 

L'abbazia fu ricostruita nel XII secolo dai benedettini cui si sostituirono altri monaci che, dopo il 1220, vi aggiunsero un ampio refettorio, un chiostro, non più esistente, un'aula capitolare.

Del complesso ora in parte andato distrutto, in parte adibito ad altri usi, fa parte una suggestiva antica chiesa. L'interno ad una sola navata, ha un bel pavimento al pari del campanile romanico che risale al XXI secolo. Inutile dire che il paesaggio circostante, le vedute, la natura, rendono quest'abbazia ancora più intrigante, al pari delle mille sorprese che offre Orvieto, la città antica, i suoi dintorni, i suoi giardini, le sue viuzze, perfino la funicolare che porta dalla parte bassa alla parte alta.

Orvieto era ancora più potente nel Medio evo tant’è che durante i giochi del tempo, in piazza, venivano messi in palio alcuni dei censi che i Rettori avevano ricevuto nell’annuale assoggettamento prestato dai rappresentanti dei territori dominati. Ciò dall’epoca del Libero Comune.  Dalle “Riformanze” del 1494 si ha notizia addirittura di una prima “corsa alle oche” e nel 1561 le autorità comunali deliberarono anche l’acquisto di quattro oche per la disputa della corsa.  Il Palio dell’oca si rinnova ogni anno, con il coinvolgimento del corteo storico del Corpus Domini, in occasione della Pentecoste.

Il gusto poi ad Orvieto ha trovato casa. Anzi un intero palazzo. E’ nata infatti una struttura, il "Palazzo del Gusto" tutta dedicata al mondo dell'enogastronomia. Un luogo privilegiato per la valorizzazione dei prodotti tipici del territorio, per loro la diffusione e conoscenza. Un processo continuo di formazione ed educazione enogastronomica. Ospitato all'interno del complesso di San Giovanni, nel quartiere medievale di Orvieto, è annesso all'Enoteca, dove si possono degustare tutti i frutti della produzione vinicola di qualità della provincia e della regione.

Non poteva che trovare sbocco qui, è evidente, la strada dei vini etrusco-romana, percorso enoturistico, e non solo, in una delle realtà vitivinicole più straordinarie e ricche di storia di tutto il mondo. La vite così come l'olivo, ha sempre giocato un ruolo di prim'ordine nella campagna tra i fiumi Tevere e Paglia, che circonda l’ “Urbs Vetus” dal quale derivò poi l'attuale nome di Orvieto, ultima città etrusca conquistata dai romani. Lo testimoniano i fregi sui palazzi, le sculture, i richiami ornamentali di viti, tralci, uve persino in prossimità della porta d'ingresso del Duomo, le suggestive cantine tufacee d'origine etrusca. Meandri sotterranei che, in buona parte, sono ancora oggi visitabili.

Most of the abbey is gone now and the rest has changed its peculiarity, it stills a very important and old church with a Romano-bells-tower of XI century.  The inner side with only a nave presents an interesting pavement. The landscape from this point is super, the nature makes this a place intriguing as much as Orvieto itself.

 

 

During Middle Age there was a town well organized politically and socially, there were squares where you could play during the palio in. Since Reformation in 1494 you know about a ride with gooses. The Palio dell’oca rejoices year after year with the famous historical parade of Corpus Domini where people wore Medieval costumes.

 

 

After all “good taste” lives Orvieto in a palace entirely food oriented: the Palazzo del Gusto. It is a place where you can find the whole typical food production of the territory:  San Giovanni, into the medieval quarter. Is there a continuos process of experience and tuition about food production and consume. It is furnished with an entire stock of vintage wine where sampling is possible for everyone. The itinerary di vino in Orvieto and neighborhood put its origin since Etruscan and Roman society settled here. The vineyards and the olive trees always played an important rule for people whom lived up on these hills and for their social growth.

 

The ancient city of Urbs Vetus now Orvieto was the end of Etruscan age and the beginning of a new Roman era. But nature also forged architecture and design across the time through its force. You evince that from numerous bas-relieves on the lower part of the Cathedral facade (grapes, olive trees) and the suggestive excavated and carved Etruscan tuff made cantine (cellars).

 

 

 

Non a caso  già nel 1596 fu varato lo “Statuto dell’arte degli osti e tavernieri della Città di Orvieto”.

Qui la scena è dominata da un vino bianco di antica tradizione: l'Orvieto, da uve Procanico (o Trebbiano toscano), Verdello, Druppeggio (o Canaiolo bianco), Grechetto e Malvasia, che nella zona più tradizionale può anche vantare il prelibato Classico.

Il più diffuso è il tipo secco, ma non è raro trovarne anche di abboccato, amabile e dolce.

In quest'ultimo caso le uve sono attaccate dalla cosiddetta muffa nobile (Botrytis Cinerea) che conferisce ai vini profumi e sapori deliziosi. I vini di Orvieto erano tra i vini umbri famosi anche molti secoli or sono.

Non per nulla, in tempi antichi, la zona era nota proprio per i vini da fine pasto.  Dal 1998, tuttavia, esiste un Rosso Orvietano, sintesi di vitigni autoctoni quali Sangiovese, Ciliegiolo, Aleatico e internazionali come il Cabernet ed il Merlot.

Ecco allora, che tra i monumenti e rappresentazioni artistiche di ogni tipo, si trovano le cantine,  le botteghe,  i laboratori artigiani.

Non è difficile, perciò, scovare le prelibatezze del territorio, dall'olio extravergine d'oliva al tartufo, dai pani e prodotti da forno, come la tradizionale pizza di Pasqua, ai più rari giacimenti gastronomici.

Tornando al vino dobbiamo menzionare le qualificate cantine Barberani, Bigi, Brugnoli, Cardeto, Decugnano dei Barbi, Freddano, La Carraia, Palazzone, Sassara, Le Velette, Tordimaro ed altre che pongono soltanto l’imbarazzo della scelta.

 

Dietro ad un bicchiere di vino c’è l’immagine della terra e dell’ambiente che lo ha realizzato: così il vino e gli uomini si trovano uniti in una normale simbiosi, in un intenso rapporto.

La capacità del vino di creare ex nihilo , di fare, per esempio, di un debole un forte, di un silenzioso un chiacchierone, lo ha reso da sempre una sostanza particolare legata ai sogni più nascosti degli uomini. Fortunati noi che abbiamo ancora la vigna nell’orto: i più, in città, non hanno più né orto, né vigna, nè foglia verde nelle caserme di cemento in cui vivono.

 

e.p. 06/03

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The scene is dominated by white wine of ancient tradition, so the Orvieto from Procanico grapes or Tuscan Trebbiano grapes, Verdello, Druppeggio or white Canaiolo, Grechetto and Malvasia that has the advantage of the excellent wine Classico; better known is the dry one, not rare the sweet with grapes mildew blamed (Botrytis Cinerea). Other vineyards produce different kind of wine: Rosso Orvietano with autochthon vines as Sangiovese, Ciliegiolo, Aleatico, and the worldly Cabernet, Merlot.

 

 

Then among monuments and art shops you find arts and crafts shops and cantine, wine shop  restaurants.

It is not difficult to find food and wine of local production as truffle extra-vergine oil, typical bread and cakes such as Pizza di Pasqua on Ester week.

 

 

Among the other you mention the qualified recognized cantine Barberani, Bigi, Brugnoli, Cardeto, Decugnano dei Barbi, Freddano, La Carraia, Palazzone, Sassara, Le Velette, Tordimaro and so on.

 

 

Behind a good glass of wine there is the image of the territory and the ambience who realized it: so wine and people embraces each other on symbiosis.

 

The ex nihilo capability of the wine to turn, for example, a feeble into a robust character, a silent in to a gossip person, a glass of wine has the quality to stimulate the oneiric and more hidden sphere of man. Lucky we are to have got a vineyard and a orto (kitchen-garden): most of people who live in a city has not got  anything of that, neither green leaves nor orto nor vineyard in their chiseled cement habitations.

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federico.fabiani@tiscali.it
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