A  CASTEL GIORGIO  DURANTE  TUTTO  L’ANNO

 

Data

Festa

Alimenti

Note

31 dicembre / 1 gennaio

San Silvestro / Capodanno

Uva e lenticchie.

Anticamente alle 18,00 si celebrava la messa del Ringraziamento, ma non si fa più. La mezzanotte si aspettava in famiglia giocando a Tombola e a "Semolella" (mucchietti di semola in cui si nascondeva una monetina). A mezzanotte si gettavano gli oggetti vecchi dalle finestre, si sparava con il fucile e si mangiava l'uva, mentre nel pranzo di Capodanno si mangiavano le lenticchie con le zampe di maiale o le "cotiche". Oggi si celebra la messa a mezzanotte e si mangiano ancora uva e lenticchie.

6 gennaio

Epifania

 

In ogni casa si appendeva alla cappa del camino una calza con dentro frutta secca, noci, arance, cenere e carbone. Era tradizione, poi, dare un bacio a Gesù Bambino ("Bambinello") durante la messa e fare doni ai bambini in questo giorno piuttosto che a Natale.

17 gennaio

Sant'Antonio Abate

 

Tradizionale messa del mattino durante la quale il parroco impartiva la benedizione agli animali ornati con nastri rossi. Si riteneva che il 17 gennaio fosse il primo giorno di Carnevale.

gennaio / febbraio

Carnevale

Castagnole

Festa per tutto il periodo del Carnevale. Prevalentemente si festeggiava tra famiglie amiche o vicine. Il Giovedì Grasso si andava a "Spitello" cioè a fare una questua di carne di maiale che veniva infilata in uno spiedo. Di sera ci si incontrava e si cuoceva tutto ciò che era stato raccolto e si mangiava tutti insieme. Il Giovedì Grasso era anche il giorno in cui ci si concedeva qualche lusso a tavola e di solito si uccideva la gallina. La domenica, infine, si facevano le castagnole con lo zucchero (non con il miele, tradizione più perugina). Da 5 anni la Pro-Loco organizza la sfilata di carri allegorici.

2 febbraio

Candelora

 

Festa religiosa. Benedizione delle Candeline che venivano poi conservate in casa o poste nelle mani dei defunti.

3 febbraio

San Biagio

 

Unzione della gola.

14 febbraio

San Valentino

 

Dalla seconda guerra mondiale si festeggia con uno scambio di regali tra innamorati.

febbraio / marzo

Quaresima

 

Mercoledì delle Ceneri: imposizione della cenere sul capo e rispetto della Vigilia (non si mangiava carne). Per tutto il periodo della Quaresima ogni venerdì astinenza dalla carne e Via Crucis in chiesa.

19 marzo

San Giuseppe

Frittelle di riso

Festa solo religiosa. Da qualche anno benedizione delle automobili.

25 marzo

Annunciazione

 

Anticamente era festeggiata in modo solenne, tanto che a tutti era fatto divieto di lavorare. Un detto popolare recita: "Per Sant'Annunziata non se move manco l'uccello dalla covata".

marzo / aprile

Settimana di Pasqua

Torte di Pasqua (di formaggio e dolci), "puciolotto"

Domenica delle Palme: benedizione dei rametti di ulivo che vengono poi conservati in casa per tutto l'anno. Il rametto dell'anno precedente non si getta via ma viene bruciato perché è benedetto (uso corrente). La tradizione popolare vuole che anche in caso di maltempo, in passato, si bruciasse un pezzetto di ramoscello per proteggere la casa e il raccolto dai fulmini e dalla grandine, e che si gettasse la catena del camino fuori dalla porta invocando santa Barbara. Prima che iniziasse un temporale si suonavano le campane "a malacqua" e il campanaro, per questo servizio, veniva ricompensato dai contadini con una parte dei raccolti dell'anno. Il giovedì alle ore 10,00 si legavano le campane e si annunciavano le funzioni con i "tricchetracche" (tavolette di legno con un'impugnatura in alto e battenti laterali). Ci si preparava poi ad allestire il Sepolcro con la "veccia" (oggi solo con fiori) e, in segno di lutto, si coprivano tutte le immagini sacre. Durante tutta la giornata, fino a notte, si faceva la "guardia" al Sepolcro, con turni di preghiera organizzati dalle suore. Sempre il giovedì, un tempo si praticava la lavanda dei piedi ai capifamiglia, oggi, invece, agli uomini che si trovano in chiesa in quel momento. Durante la stessa funzione serale c'era il momento del "Battistero" durante il quale si batteva in terra con delle strisce di corteccia di castagno. Il venerdì, al mattino si diceva la "Messa a Rovescio" mentre la sera era dedicata alla processione in notturna con il paese illuminato da fiaccole, tradizione mantenuta ancora oggi. L'ordine di uscita del corteo è rimasto pressoché immutato: all'inizio della processione c'è una croce di legno con sopra un drappo bianco, seguita da un gruppo di uomini e un gruppo di donne; poi viene la Croce illuminata, un tempo coperta con carta velina e oggi con plastica, che reca i simboli della Passione di Cristo. Dopo la croce vengono altre donne che portano un drappo raffigurante il "Volto Santo", poi la Banda, il parroco, il Cristo morto sulla sua bara, la Madonna Addolorata con un abito nero (prima era vero ora è dipinto) e, infine, il popolo. Anticamente la processione era arricchita dall'esposizione alle finestre di quadri raffiguranti le scene della Passione, ma ora non più. Al rientro in chiesa c'è la predica e il bacio al Cristo morto. Attualmente il sabato pomeriggio è dedicato alla benedizione delle uova, dell'agnello e delle torte, mentre la sera avviene la benedizione del fuoco, dell'acqua e del fonte battesimale. A mezzanotte si sciolgono le campane. Il giorno di Pasqua si fa ancora la tradizionale colazione con capocollo, uova benedette e torta.

23 aprile

San Giorgio

 

Compatrono. Nel passato a Castel Giorgio esistevano due Confraternite, una legata a San Giorgio, costituita solo di ragazzi celibi, e l'altra legata a San Pancrazio, costituita solo di ragazzi sposati o uomini più grandi. Queste due Confraternite si occupavano rispettivamente della festa di San Giorgio e di San Pancrazio, nominando quattro "festaroli" che organizzavano la questua e passavano a raccogliere offerte nei periodi di raccolto. La festa prevede da sempre un triduo di preghiere, la messa solenne, la processione con infiorata (difficile perché a Castel Giorgio ci sono pochi fiori). La parte civile oggi prevede gare ciclistiche, fuochi d'artificio, cinema all'aperto. La sera prima di San Giorgio si accendono dei falò all'aperto perché di dice che "San Giorgio salva la vite dalle rughe e dal torciglione" (uso corrente).

aprile / maggio

Ascensione

Latte cajato

Tre giorni prima dell'Ascensione si procedeva in processione nei quattro punti cardinali per la benedizione delle campagne (Rogazioni). La sera prima si accendevano dei grandi fuochi nelle campagne e i contadini si chiamavano l'un l'altro. Il giorno della festa si faceva una processione e si raccoglieva la cosiddetta "Erba dell'Ascensione", con tutto il terriccio intorno, da conservare in casa per lungo tempo perché continuava a crescere. Tradizionale era anche la colazione con il "latte cajato".

3 maggio

Santa Croce (patrono)

 

Benedizione delle croci da mettere nei campi. In tempo di mietitura si spostavano sui "cordelli", poi sulle "méte" e infine sul pagliaio.

12 maggio

San Pancrazio (patrono)

Biscotto del Maggio

È la festa più importante del paese. Accanto alla parte religiosa, che prevede una processione con infiorata, si è sviluppata la parte civile. Il giorno prima della ricorrenza si porta in piazza l'albero della cuccagna o albero del Maggio e lo si posiziona per i giochi del giorno successivo. Questa operazione avviene secondo schemi ben precisi e si chiama "Arzata del Maggio". Il giorno dopo, secondo quanto stabilito da un antico statuto, solo al termine dei festeggiamenti religiosi si può dare inizio alla "Rancata del Maggio" cioè al gioco dell'Albero della Cuccagna (c'è un detto popolare che recita: "Nessuno rancasse sul maggio sin che 'l santo nun è rentro in chiesa"), alla tombola e ai fuochi d'artificio. In occasione della festa la piazza viene abbellita con dei pali ricoperti di bosso. La festa è tradizionalmente accompagnata dalla fiera di San Pancrazio, una fiera di merci e bestiame.

22 maggio

Santa Rita

 

Messa nella cappellina eretta in località Casa Perazza.

Tutto il mese di maggio

Festività:

 

Durante tutto il mese c'è l'usanza di corteggiare le ragazze non ancora fidanzate con delle infiorate sotto casa.

maggio / giugno

Pentecoste

 

Solo festa religiosa.

giugno

Corpus Domini

 

Processione la sera prima, con esposizione di drappi alle finestre. La Confraternita di San Pancrazio partecipa ancora oggi alla processione che si svolge a Orvieto.

13 giugno

Sant'Antonio da Padova

 

Si festeggia dalla seconda guerra mondiale. Solo religiosa.

24 giugno

San Giovanni Battista

 

La notte precedente si preparava l'acqua odorosa (con fiori di rosa, erba della Madonna e canfora) con la quale, la mattina successiva, si sarebbe lavata il viso tutta la famiglia (uso prevalentemente passato, ma qualche famiglia la fa ancora oggi). Si va alla tradizionale Fiera di San Lorenzo Nuovo a comperare la falce e il cappello di paglia per la mietitura.

Seconda settimana di luglio

Trebbiatura

Oca arrosto

La trebbiatura durava a lungo perché molti uomini di Castel Giorgio andavano a mietere anche in Maremma. Durante la trebbiatura ogni giorno era una specie di festa perché si stava tutti insieme e si mangiavano oche arrosto o pecora, tagliatelle e brodo.

15 agosto

Assunzione

 

Solo religiosa. Un tempo si faceva anche la processione.

Terza domenica di settembre

Madonna Addolorata

 

Ogni anno vengono nominate quattro ragazze (un tempo scelte tra le Figlie di Maria) dette "festarole" che devono provvedere all'organizzazione della festa con una questua. Quindici giorni prima della scadenza delle ragazze dell'anno precedente, vengono nominate le nuove "festarole" e tutte e otto sfilano durante la processione davanti alla statua della Madonna. Sono vestite da sposa e ogni anno decidono, in segreto, il colore del loro vestito scegliendo tra il bianco, il celeste e il rosa. Nessuno deve sapere quale sarà il colore scelto e da chi le ragazze si faranno cucire gli abiti. Durante la processione portano un cero molto grande che resterà in chiesa e si fanno accompagnare da un cavaliere. Un tempo le ragazze venivano scelte dal prete ma ora si offrono spontaneamente. La mattina della processione vengono accompagnate in chiesa dalla Banda, sfilando prima le vecchie e poi le nuove. Arrivano in piazza e si esibiscono in una danza.

ottobre

La Paura

 

Si svuotavano delle zucche secche e vi si praticavano delle fessure a mo' di bocca, occhi e naso e all'interno di ognuna veniva posta una candela accesa. Di notte venivano poste lungo le strade o dietro le siepi per spaventare i passanti.

2 novembre

Commemorazione dei Defunti

 

Messa al cimitero.

11 novembre

San Martino

 

Detto popolare: "San Martino è la semina del poverino" perché chi seminava in questi giorni era già in ritardo e avrebbe, quindi, raccolto molto poco.

21 novembre

Madonnina

 

Questa festa è a carico di una famiglia che tanti anni fa fece costruire una piccola chiesa in campagna. La festa fu interrotta dal terremoto del 1957 che distrusse la chiesa, ricostruita solo molti anni dopo. Dopo la ricostruzione si festeggia celebrando una messa. Anche se la chiesa è privata, nel periodo della seconda guerra mondiale molte famiglie portarono le fotografie dei ragazzi partiti in guerra, chiedendo a Dio che li facesse ritornare sani e salvi. Per questo motivo tutta la popolazione è molto legata a questa piccola chiesa.

dicembre

Periodo natalizio

Torciglione con le nocciole, frutta secca e "pacche secche" (mele secche), non lievitato e a forma di esse.

Si attendeva mezzanotte giocando a Tombola e dopo la messa si usava dare un bacio a Gesù Bambino. Da sette-otto anni la Pro-Loco organizza l'arrivo di Babbo Natale che porta doni a tutti bambini del paese.