La Traiana nova

 

 

Rimuovendo il terriccio superficiale e le foglie si possono vedere in tutta evidenza i basoli che costituivano il fondo stradale, in pietra basaltica. Si tratta indubbiamente di ciò che resta della Via Traiana Nova, ordinata dall’imperatore Traiano sul finire del I secolo dell’era cristiana.  E’ possibile tracciare il percorso della via antica dalla presenza dei basoli ancora presenti. In questa zona il percorso era molto accidentato, e costruire opere viarie non era impresa facile; non lo sarebbe nemmeno oggi, figuriamoci 20 secoli fa! Senz’altro la via consolare ricalcava il percorso di una via etrusca, preesistente, ma il rifacimento romano era un’opera stabile e ben pavimentata, che richiedeva un attento studio ingegneristico.

Molto si è dibattuto sui percorsi della rete viaria romana tra Volsinii Novi e Volsinii Veteres (Bolsena ed Orvieto), ed una risoluzione al problema di collocare le vie consolari non è ancora stata data. Il percorso, o i percorsi, sono tutt’ altro che definiti. Il plurale è d’ obbligo, poiché sono due le strade in discussione: la Via Cassia e la via Traiana. Si trattava di 2 strade distinte oppure si trattava di 2 percorsi diversi della stessa via? Molto interesse è stato sollevato alla questione dal ritrovamento dei 2 famosi cippi miliari di Monte Regole e di podere Polvento, sopra Allerona Scalo, e qua e là sul territorio affiorano tratti di lastricato, che testimoniano inequivocabilmente che una strada importante doveva passare lì. Mettendo insieme tutti questi ritrovamenti su una mappa topografica, come i tasselli di un mosaico, è stato possibile formulare delle congetture, ma una soluzione finale al problema ancora non è stata ancora data. Le certezze sono poche, e i dubbi molti. Si sa che un’importante via consolare partiva da Bolsena (limitatamente al tratto in esame; le vie consolari partivano da Roma). Un’importante via consolare che giungeva fino a Chiusi. A questa via era stato dato il nome dell' Imperatore che l' aveva fatta costruire Traiano ma non era  altro che una variante del tracciato della 1° Cassia diventata impercorribile in alcuni tratti. La via in realtà univa varie piste commerciali che consistevano per lo più in spianate di terra battuta e sassi, senza un fondo stradale adeguato, costruite ed usate dagli Etruschi per i loro commerci e spostamenti. I Romani, popolo di costruttori ed ingegneri pragmatici, integrarono con tracciati ex-novo queste piste preesistenti.