...quod eleuato óitu ; & immoderatis caloribus imperuio Epiócoporum  æótima Ciuitatis incendia

 aufugientium perfugium euaóit...  [[1]]

(questo luogo, essendo resistente ai calori…un rifugio per sfuggire il caldo cocente della città)

 

Un progetto di studio sul Castello e il Palazzo vescovile di Castelgiorgio

di  Federico Fabiani  ed  Enrico Pacetti

 

Dall’analisi dei documenti si delineano due momenti salienti per il Castello e per il Palazzo:

I )           la creazione ad opera del vescovo Giorgio della Rovere (1477-78)

II )          la sistemazione con il cardinale Giacomo Sannesio (1620)

 

La costruzione dell’edificio si inserisce in un ambito preciso sia politico che geografico, posto al confine del Patrimonio Petri e il Gran Ducato

 di Toscana, su uno tra gli ultimi rilievi sopra il Lago di Bolsena, è un pretesto di studio della situazione socio-politica del territorio.                       

 

I )     XV sec.  Chiesa, Palazzo vescovile a Castel Giorgio

 

Forze intrinseche che hanno spinto alla messa a dimora del Castello e del Palazzo vescovile

 

-          il controllo della Chiesa su questa zona

-          forte presenza della " signoria "

-          lontananza da Roma, dalla Curia romana

-          i fertili possedimenti, luogo resistente ai calori, posizione elevata, rifugio (cfr. Marabottini)  "salvbriore"

-          volontà di ripristinare l'autorità ecclesiastica

-          equidistanza da altri centri laici ed ecclesiastici

-          ricongiungere un punto di equilibrio, il male migliore tra Chiesa e signoria era rappresentato in quel momento preciso dal cardinale

           vescovo Giorgio Della Rovere, questi rappresentava Sisto IV e se stesso: allora avremo sia il Castello che il Palazzo vescovile

-          i rapporti economico-religiosi tra Bolsena e Orvieto (il miracolo di Bolsena, il cantiere del Duomo)

-          il confronto con le strutture coeve

-          equilibrio a seguito di un dissesto

-                     il rapporti con Acquapendente

 

Fig. 1:   Schema esemplificativo della situazione storico-economica del Palazzo Sannesio dal XV sec.

 

 

Cronologia:

 

1471                     Francesco della Rovere succede alla nomina papale come Sisto IV;

1476          nomina a Vescovo di Orvieto di Giorgio della Rovere;

1477-8             Messa a dimora del Castello e del Palazzo ad opera di Giorgio della Rovere;

1497                     Assedio del castello, si ha notizia dell’incendio che colpì il Palazzo e il Castello;

1484          Morte di Sisto IV;

1503                     Giovanni da Montelopone entrò nel Castello e ne prese possesso;

1504                     forte terremoto;

1581                      Nello Statuto si parla del Cimitero del Castello, inoltre venne ristrutturata parte del Castello e del Palazzo vescovile;

1642          ospita i rappresentanti europei per decidere sulla guerra di Castro;

1773          il Cabreo “fotografa” la situazione catastale (vedi Fig. 2)

 

Funzioni del Castello-palazzo:

 

-   accentrativa,

-    commemorativa,

-    mantiene l’equilibrio,

-    affermazione del potere (della chiesa e dei della Rovere)

-   poterla ritagliare una area hortus conclusus nel quale potere coltivare sia le esigenze di Giorgio che le esigenze del papato

 

II )   Come si presentava la struttura nel XVIII secolo?

 

Fig.2:   dal Cabreo del 1773, per gentile concessione dell’Archivio Vescovile di Orvieto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Composizione del complesso:

 

 -          Palazzo

 -          cortile

 -          giardino

 -          orto

 -          torretta

-                     chiesa ( sagrestia, campanile, sacrario...)

-                     cimitero

 

Ingresso                sul cortile più scalata ordinaria (quasi tre metri una per lato) per accedere al piano nobile

Piano terra:              stalle, magazzini, rimesse

Primo piano o piano nobile:     studio, camere, sale, piccolo disimpegno

Secondo piano:    piano per il personale e di servizio ordinario soffitto a cassettoni (in parte adibito a lo  speziale per un periodo di tempo fino al 1940)

 

XVI  e XVII secolo     

Cosa è cambiato dopo Carlo VIII nei movimenti del clero?

 

-           diversa situazione politica

-           la Chiesa non detiene più il controllo di queste zone

-           diversa situazione sociale:  Castelgiorgio si auto-amministra (sotto la signoria ecclesiastica) esiste un Signore del castello,

            cfr.  Statuto della Comunità di Castelgiorgio, 1581, p.  6

-           non più Palazzo "sede vescovile"

-           non più Castello nel significato più antico del termine, ma legato alla società-comunità baronale

-           nuova vitalità/nuova destinazione d'uso, epicentro della comunità

-           nuova spinta economica, religiosa e politica

-           nuova concezione architettonica e urbanistica

-           forte intake del Sannesio (personalizzazione)

-           luogo di importanti trattative di carattere religioso-politico

 

federico.fabiani@tiscali.it


 

[1] L. Fumi, Catalogus Episcoporum Vrbisveteris, 1561, p. 26.