Castel Giorgio e le sue origini

 

 Nell’ anno 1471 dopo la morte del Papa Paolo II, subentrò al soglio pontificio

Francesco della Rovere che preso il nome di Sisto IV cercò da subito di allargare il dominio pontificio in modo da procurare possedimenti per i suoi amici e famigliari.

Con la sua pericolosa politica e subordinando gli interessi della chiesa a quelli della propria famiglia cercò di favorire i suoi nipoti e i suoi parenti nominandoli Vescovi e

Cardinali e proprietari terrieri.

Nel 1476, nominò Vescovo di Orvieto un suo parente e cameriere segreto: Giorgio della Rovere.

Appena Vescovo, Giorgio si attorniò di amici e parenti e per loro fondò un villaggio

nelle pianure dell’ Alfina,  che fraternizzando con gli abitanti del luogo formarono

una nuova comunità chiamata in suo onore Castel Giorgio.

La posizione del paese permise  ai novelli castelgiorgesi  di svolgere redditizie

attività agricole. Nel punto più in alto del paese il della Rovere fece costruire un castello all’ interno del quale edificò una chiesa ed un palazzo da adibire a sede

vescovile estiva.

Nell’anno 1600 del castello costruito dal della Rovere era rimasto ben poco, tra guerre,  terremoti e incendi le sue mura erano state quasi totalmente rase al suolo.

Il vescovo di allora Sannesio decise di farlo ricostruire almeno in parte.

Da allora il paese si ripopolò e nel 1700 aveva più di 1000 abitanti.

Il 17 agosto del 1870 si radunarono in Castel Giorgio le truppe garibaldine che  il 20 di settembre entrarono a Roma attraverso la breccia di Porta Pia.

Il 1935 vide la costruzione di un aeroporto ubicato ai confini dei comuni di castel Giorgio e Castel Viscardo destinato a divenire un importante base operativa.

Da allora ad oggi non sono più successi fatti significanti per la vita di questo tranquillo paese di provincia.

 


 

 

 

Castello di Giorgio ora scuole medie

 


 

 

          Ricostruzione virtuale dell' ala del

castello ancora esistente