Il teorema del Mongibello

di Marco Morucci

 

 

La somma dei coni vulcanici esistenti in uno spazio prescelto  è uguale ai luoghi sacri popolati dagli etruschi, è perciò possibile, prendendo in esame la carta di una provincia geologica vulcanica determinare i punti in cui sono stati edificati, luoghi di culto, necropoli e città, allo stesso modo  si può individuare i loro confini solo conoscendo i specifici complessi magmatici, parimenti si può altresì definire con precisione la superfice e il punto dell’area sacra scelta  per il  Fanum Voltumnae

 

 

Questa intuizione è nata leggendo il libro “ Contribuzione allo studio dei vulcani Vulsini “ dei primi del novecento scritto da Pompeo Moderni, da cui ho tratto la mia intuizione che ho poi tradotto in una prova tangibile  che ho chiamato: Teorema del Mongibello.

Esso può essere applicato anche per investigare su altri popoli  adoratori degli dei del fuoco come ad esempio  i Sabini ed i romani.

Un gruppo di ricerca dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), diretto dal geologo Fabrizio Marra, ha scoperto che per costruire le volte dei Fori imperiali i Romani usarono pietre vulcaniche del Vesuvio. 

Dato che intorno Roma la pietra vulcanica si trova in abbondanza e visto che il territorio romano fa parte del distretto vulcanico laziale, considero questa come un ulteriore prova a conferma che il mio teorema è basato su prove fondate.

Le risposte a molte domande sugli Etruschi trovano la soluzione applicando il teorema, come ad esempio perché dovrebbe essere stato scelto il territorio bolsenese per il Fanum Voltumnae?

La replica in realtà è molto semplice,  dato che il loro dio era Vulcano, il territorio scelto come dimostra il Mongibello doveva essere il più ricco di coni e bocche vulcaniche e infatti nel distretto Volsinio se ne contano novantadue di cui oltre la metà sono stati sicuramente siti Etruschi.

Gli esempi sono semplici da mostrare ma dato che è facile da mettere in opera il teorema chiunque può fare dei collegamenti tra popoli e vulcani su zone di cui si conosce il territorio.

Altro esempio classico della sua applicazione è la necropoli del crocifisso del tufo di Orvieto, le tombe sono state costruite perché l’acrocoro è privo di pietra sacra, quindi gli Etruschi per il loro sonno eterno, hanno dovuto prelevare il tufo di cono vulcanico dalle vie cave di Pitigliano.

( Per ora ma è solo una teoria non confermata da prove certe, penso che per questo tipo di tombe si sia usato il tufo sacro forse per il letto di morte oppure per l’architrave che recava scritto il nome del defunto.)

Dato che il teorema è stato da poco ideato, necessita ancora di aggiustamenti un valido esempio può essere fornito dall’ultima mia scoperta: nei templi il tufo sacro era posizionato negli angoli interni, questo è stato riscontrato nell’Alto Lazio nel tempio del Monte Landro e in quello di Turona entambi dedicati al dio Vulcano.