L’Aeroporto

 

Nel 1927 l’aeronautica progettò la realizzazione di un campo di fortuna in località”le Prese” ad Orvieto.

 

I campi di fortuna servivano per rendere più semplice e sicura la navigazione aerea che aveva allora molte limitazioni; la più rilevante era la poca autonomia degli aerei.

 

Nell’estate del 1935 a causa di un avaria, un aereo atterrò sulla spianata dell'Alfina, allora territorio di Castel Giorgio.

 

Il pilota, Generale Luigi Patronato rimase molto entusiasta di tale paesaggio e posizione,decise cosi di far costruire un vero e proprio aeroporto in quella zona abbandonando l’ipotesi del Campo di fortuna di Orvieto.

 

I lavori iniziarono nel 1936, con la costruzione delle palazzine e delle aviorimesse che furono eseguite dalla ditta Nervi e Bartoli.

 

Le aviorimesse furono costruite con una tecnica innovativa, anzi futurista; infatti vi renderete contodalle foto riportate sotto, che dopo sessantadue anni se non fossero state distrutte ancora oggi avrebbero offerto uno straordinario effetto visivo.

 

Erano grandi circa 5000 mq° , non esistevano colonne interne e sul davanti avevano solo tre travi, una centrale che poggiava su un pilone portante e due laterali che fungevano da reggiportone.

 

Tutta la zona passò sotto la giurisdizione del comune di Orvieto e il 27 marzo 1938 si inaugurò l’aeroporto militare che fu dedicato all’ asso Flavio Torello Baracchini.

 

Divenne una scuola per piloti fino al 1940 quando vi fu schierato il 42° stormo da Bombardamento terrestre  soprannominato i “ Sorci Verdi “.

 

Il 18 ottobre 1940 l’ aeroporto fu ampliato e vennero costruite due nuove aviorimesse!

La ditta Nervi e Bartoli si aggiudicò l’ appalto e le costruì in due anni. Poche furono le differenze di costruzione da quelle già esistenti.

 

La nuova simmetria degli appoggi e l’alleggerimento della struttura resero queste aviorimesse tra le più bellecostruite dalla ditta Nervi e Bartoli; erano alte 12 mt., lunghe 102 mt., larghe 36 mt.con una superficie interna di 3700 mq°circa.   

 

Iniziò la guerra, l’ aeroporto fu usato per spostare su tutti i fronti materiale e personale, nel 1943 quando le basi romane vennero sottoposte a bombardamenti incessanti, molti degli aerei furono trasferiti all’ aeroporto di Orvieto.

 

Era la mattina del 9 settembre del 1943 quando dopo aver fatto sgonfiare le ruote di aerei e automezzi in modo da renderli inutilizzabili per la difesa o la fuga, il

 

colonnello D’Auria comandante dell’ aeroporto si arrese ai tedeschi,cedendo il comando, cercando forse di salvare l’ aeroporto e il suo personale da una sicura fine; Rimasero lì per circa otto mesi poi all’avvicinarsi degli americani decisero di demolire tutto.

 

Iniziarono distruggendo gli aerei, poi minarono le aviorimesse, ma mentre quelle costruite nel 1936 non ressero alla tremenda forza d’urto delle bombe d’aereo disposte a coppia ai lati dei pilastri portanti, le due aviorimesse costruite nel 1940 non riportarono che leggeri danni nei muri perimetrali e nella copertura di eternit.

 

I guastatori tedeschi tornarono di nuovo a minare i pilastri, usando le bombe da 500 kg. che purtroppo riuscirono a distruggere il cemento armato dei piloni,facendo così precipitare a terra le volte, che si adagiarono da un altezza di 12 metri quasi integre, quindi furono di nuovo minate e distrutte.

 

Tali stupende strutture erano ormai perse per sempre.

 

Dell’area aeroportuale sono oggi visibili solo: il caseggiato dell’ autoreparto, il serbatoio dell’ acqua e nove tronconi dei pilastri posteriori di una delle aviorimesse del 1936.

 

 

Panorama aviorimessa

interno

 

 

 

Pilastro d' angolo e veduta aviorimesse 1936

   

 

 

trave di sostegno e guida portone

Particolare del reggiportone

 

 

 

ciò che resta , anno 2004